giu 25

Michele Piras: resto (in Sel) ma non desisto

resto in sel ma non desisto

RESTO (IN SEL), MA NON DESISTO

Roma, 25 giugno 2014

Giorgio Airaudo, ultimo fra i tanti, carinamente, mi ha chiesto oggi “come stai”? Io ho risposto “male grazie”, perché è così che mi sento da qualche tempo, non solo negli ultimi giorni. Almeno nell’ultimo anno. E perché non può non esserci un risvolto umano, emozionale, in questa vicenda, anche per la modalità ed il contesto attraverso cui si è generata e sviluppata questa esperienza politica, che è anche vicenda emozionale.

Al fine di sgomberare il campo da ogni equivoco (e per la lealtà che mi sento di dovere al mio partito) comunico che resterò in Sinistra Ecologia Libertà, partito che ho concorso a fondare, a dirigere e a far crescere, quanto altri, meno di alcuni, ma anche più di altri. Resto ma non desisto dalla battaglia politica, che è anche quella delle idee e fra prospettive che a volte si incontrano ed a volte divergono (e per la prima volta per me è una decisione sofferta, sul piano umano e politico, dire che resto). Leggi il resto »

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mar 05

Michele Piras: presentata l’interpellanza sulla condizione sociale ed occupazionale del centro Sardegna

michele pirasA seguire il testo dell’ interpellanza presentata alla Camera dei Deputati da Michele Piras sulla condizione sociale ed occupazionale della Sardegna centrale, che fa seguito all’allarme lanciato sulla scadenza nel 2015 degli ultimi assegni di mobilità – per oltre 800 persone nella sola zona di Macomer – dalla segretaria della Femca Cisl di Nuoro.

Interpellanza

Ministro dello Sviluppo economico

Premesso:

- La crisi industriale che ha colpito la Sardegna centrale fra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 ha prodotto un rapidissimo processo di desertificazione produttiva nel polo industriale che – fino ad allora – fra le aree di Macomer, Ottana e Siniscola (tutte ubicate nella Provincia di Nuoro), dava lavoro a migliaia di persone e reddito per vivere ad altrettante famiglie ed intere economie locali si reggevano sull’indotto generato dall’industria;

- La fine del settore chimico prima, del tessile e di altre importanti produzioni poi, il mancato decollo degli investimenti previsti per il Contratto d’Area della Sardegna centrale – con i relativi scandali aventi per oggetto la variegata gamma di appropriazioni indebite di denaro pubblico – il progressivo venir meno di un ruolo attivo dello Stato in economia, hanno generato una condizione sociale drammatica che presto rischia di precipitare definitivamente, nel momento in cui andranno ad esaurirsi anche gli ultimi assegni di mobilità;

- Una recente pubblica denuncia della segretaria provinciale della Femca Cisl di Nuoro ad esempio lancia l’allarme sul fatto che nella sola area di Macomer sarebbero oltre 800 i lavoratori in mobilità che nel 2015 resterebbero privi di qualsiasi copertura sociale. Si consideri anche che la maggior parte di essi ha più di 50 anni e versa, quindi, in uno stato di assoluta inferiore occupabilità rispetto ai più giovani;

- Alla fine dell’era industriale nel territorio – prevista decenni fa da molti osservatori e sottovalutata da altrettanti – non è mai corrisposto alcun intervento strutturale: nè di programmazione di un nuovo modello di sviluppo, nè di implementazione delle vocazioni locali (ambiente, storia, cultura, archeologia nuragica, agroalimentare, identità), nè di riconversione produttiva, nè di bonifica delle aree inquinate;

- Fallimenti, dilapidazione di risorse pubbliche in favore di imprenditori senza scrupoli cui non è mai stata imposta alcuna responsabilità sociale ed ambientale, disgregazione sociale, costituisconi la cifra ed il risultato di una storia breve che ha profondamente trasformato la struttura della società, in un lasso di tempo rapidissimo, e che oggi presenta il volto di un deserto di disoccuoazione, emigrazione, spopolamento ed assenza di prospettive persino nei centro più popolosi e tradizionalmente più dinamici del territorio. Una condizione drammatica che rischia di divenire la miccia di una bomba sociale pronta ad esplodere se non ci sarà un pronto intervento;

- La crisi occupazionale derivante dal collasso del sistema industriale è rapidamente tracimata dai suoi argini travolgendo tutti i settori: primo fra tutti quello del piccolo e medio commercio, quello dell’edilizia, quello agropastorale e – persino – la psicologia profonda delle popolazioni locali è mutata insieme al decrescere dei consumi e del reddito disponibile per le famiglie, influendo negativamente sulle relazioni comunitarie, sui livelli di socialità, sulla possibilità di sostenere il percorso di studi dei figli o di completare il pagamento dei mutui contratti dalle famiglie operaie;

- Questa è – per sommi capi – la indescrivibile condizione della Sardegna centrale e va segnalato con adeguata enfasi il fatto che il protrarsi di questa situazione rischia di rendere definitivamente imoissibile qualsiasi ipotesi di inversione di tendenza a breve termine;

- I dati sull’affluenza alle urne – nel territorio come nel resto dell’Isola – alle recenti elezioni regionali segnalano, oltre ogni ragionevole dubbio, il livello di sfiducia maturata nei confronti delle Istituzioni ed il pericoloso distacco dei cittadini dal sistema democratico-rappresentativo;

- Preso atto infine degli impegni positivamente assunti dal Governo il 19 giugno del 2013, con l’assunzione dell’odg in materia di bonifica e messa in sicurezza del territorio nelle aree della Sardegna segnate dalla dismissione industriale e delle produzioni minerarie;

- Considerato il condizionamento pesante esercitato sulla capacità di spesa e programmazione degli Enti locali dai vincoli del Patto di Stabilità;

- Ricordato il profondo gap infrastrutturale ed energetico che caratterizza la Regione sarda;

Si chiede:

- Se il Governo sia a conoscenza di questa condizione e degli indicatori sociali ed occupazionali cui si è fatto riferimento;

- Quali iniziative il Governo nazionale intenda porre in essere per evitare che il territorio in questione resti scoperto da ogni forma di ammortizzatore sociale;

- Quali interventi il Governo intenda porre in essere o favorire per attivare un processo virtuoso di rinascita economica, produttiva e sociale della Sardegna centrale.

Michele Piras

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feb 28

La scuola è la casa di tutti

agus zedda siotto udsSi è svolto ieri, giovedì 27 febbraio, al liceo Siotto di Pintor di Cagliari il dibattito “La scuola è la casa di tutti!”, organizzato dall’ Unione degli Studenti Cagliari e volto ad approfondire la discussione su temi come l’omofobia e la discriminazione. Ospiti dei  rappresentanti dell’UDS il sindaco Massimo ZeddaFrancesco Agus consigliere regionale di Sel recentemente eletto, e il dirigente scolastico della scuola ospitante prof. Peppino Loddo.

Il sindaco Zedda, rivolgendosi ai giovani presenti, ha evidenziato come gli argomenti omofobici vengano spesso cavalcati durante il periodo elettorale, a dimostrazione del fatto che fanno ancora presa sull’opinione pubblica: “La Commissione Pari Opportunità del Comune di Cagliari ha deciso, con una determina risalente all’ottobre scorso, di stanziare diecimila euro dei fondi che aveva a disposizione per il 2013 per promuovere un progetto per l’abbattimento degli stereotipi di genere nelle scuole della città. Tuttavia solo a ridosso delle appena passate elezioni regionali questo provvedimento è stato strumentalizzato dal centrodestra. I comportamenti omofobici hanno diverse componenti che ora siamo maggiormente in grado di analizzare, siamo quindi a disposizione come adulti e come istituzioni per ascoltare le vostre esperienze di discriminazione all’interno dell’ambiente scolastico”. Secondo Francesco Agus la politica può e deve fare molto: “Le ragioni dell’intervento della politica nella direzione dell’educazione alla diversità sono molteplici, anche di carattere economico. i flussi turistici seguono anche il grado di tolleranza delle mete scelte  quindi ogni volta che escono articoli in cui la Sardegna viene rappresentata come una terra  non tollerante perdiamo turisti. Inoltre non possiamo consentire che alcuni cittadini vengano trattati come persone di serie B che però pagano le tasse come quelle di serie A.” Fondamentale il ruolo del mondo dell’istruzione nella lotta contro l’intolleranza, il preside Loddo ha sottolineato che ” la scuola pubblica deve avere questa missione, bisogna lavorare sodo e con rigore, favorendo iniziative di questo tipo e collaborando con le istituzioni”.

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feb 27

L’ Europa di Tsipras: i temi della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo

L'Altra Europa con TsiprasIn Europa con Alexis Tsipras. Questa la scelta di Sinistra Ecologia Libertà per le prossime elezioni europee del 25 maggio, adottata nel secondo congresso del partito tenutosi poche settimane fa.

Sel ha scelto di correre con il giovane leader greco del partito SYRIZA, candidato in Europa dal Partito della Sinistra Europea, per affrontare la competizione elettorale di maggio, che ridisegnerà il Parlamento europeo e gli equilibri politici nel vecchio continente. Lo farà portando i suoi temi, condensati in sette punti chiave che caratterizzeranno le iniziative di Sel fino alle elezioni.
Le sette proposte sono:

Queste invece le priorità indicate da Alexis Tsipras per l’Europa, enunciate quando il congresso del Partito della Sinistra Europea lo ha ufficialmente candidato per la presidenza della Commissione dell’Unione Europea:

  • Porre fine all’austerità e alla crisi
  • Mettere in moto la trasformazione ecologica della produzione
  • Riformare le politiche dell’immigrazione in Europa

(Testo completo della dichiarazione di TsiprasSintesi del Manifesto politico)

In Italia la lista che sostiene la sua candidatura è “L’Altra Europa con Tsipras”, nata con l’appello di Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Luciano Gallino, Marco Revelli, Barbara Spinelli e Guido Viale per un’opzione che disinnescasse lo spettro delle larghe intese fra il PPE (Partito Popolare Europeo) e il PSE (Partito del Socialismo Europeo).

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feb 19

Il ministro Mauro risponde a Michele Piras sui boati sonici: «impegno affinché non si ripetano»

michelepiras3A cinque mesi di distanza è arrivata la risposta del Ministro della Difesa alla mia interrogazione sui boati sonici avvertiti l’11 settembre dell’anno scorso e che avevano creato grande turbamento fra le comunità locali di Oristano, Arborea, Cabras e di altri comuni dell’Oristanese.

La risposta del Ministro attribuisce la ragione dei boati:

1) all’accidentale superamento della velocità del suono (Mach 1) da parte di 4 cacciabombardieri NATO, nel corso di una attività di addestramento aria-aria regolarmente autorizzata;

2) la concomitanza con la temperatura elevata che ha impedito la dissipazione della pressione provocata dal superamento di Mach 1;

Il Ministro Mauro ha assicurato che “l’Aeronautica Militare sta già ponendo in essere le opportune azioni correttive volte a una maggiore sensibilizzazione del personale, affinché in futuro non si ripetano eventi similari”.

Come spesso accade si tratta di una risposta laconica, che non tiene in alcuna considerazione il danno prodotto alla popolazione locale ed alle economie locali, in particolare all’attività turistica, né considera gli effetti di lunga durata di una presenza militare così importante come quella che insiste sul territorio in questione e – più in generale – in Sardegna.

Prendo atto dell’impegno del Ministro e dell’AM per impedire che accadimenti di questo tipo si verifichino di nuovo, ma penso anche che per rimuovere definitivamente questo rischio sarebbe bene che queste attività di addestramento non si svolgessero più sui cieli della Sardegna e che si procedesse finalmente a una progressiva smilitarizzazione del territorio.

Michele Piras
Deputato SEL

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feb 15

Francesco Agus: “Cappellacci sale sul bus delle menzogne, ma è arrivato al Capolinea”

Francesco AgusCome è noto, Cappellacci ama le scorciatoie. Lo sappiamo: la strada della verità è in salita per chi deve scendere dal tram, dopo cinque anni di mal governo. Gli suggeriamo quindi di allungare il tragitto con qualche fermata lungo il percorso delle sue incompiute.

A proposito di trasporti, vogliamo ricordargli la Metropolitana leggera, il cui iter per la realizzazione del tratto Repubblica-Matteotti è stato colpevolmente rallentato nei cinque anni passati. E ancora: lo stop che ha bloccato l’approvazione del Pul, quello che blocca l’avvio dei lavori nell’ex ospedale Marino. Se ha coraggio, poi, gli suggeriamo di ipotizzare il suo capolinea nel quartiere di Sant’Elia, dove potrebbe finalmente spiegare ai cittadini il blocco della riqualificazione del quartiere.

Cappellacci ha avuto tutto il tempo per occuparsi della città di Cagliari, nell’esercizio delle sue funzioni. Ma ora fa finta di preoccuparsene per inaccettabili fini propagandistici.
Vogliamo quindi ricordargli, ad esempio, che in Consiglio regionale giace una proposta di legge per l’istituzione del Parco paesaggistico di Tuvixeddu-Tuvumannu, completamente ignorata dalla sua maggioranza (link) .

Sullo stadio, l’ex assessore al bilancio del Comune di Cagliari Cappellacci dovrebbe spiegarci perché durante le giunte di centrodestra non siano stati richiesti i canoni per l’occupazione dello stadio. Un credito di 2,5 milioni di euro finalmente riscosso, grazie al quale è stato possibile quest’anno non far pagare ai cittadini – già vessati dalle tasse nazionali – la mini-Imu.

E non siamo stupiti che il suo bus abbia deciso di saltare la fermata di via Peschiera: scippata dei fondi destinati alla messa in sicurezza del quartiere per la consueta inerzia del governo regionale.
La legge di stabilità 2013 prevede infatti che sia il presidente della Regione ad indicare al Ministero i fondi disponibili per il rischio idrogeologico.

Vogliamo inoltre ricordargli che la Regione Sardegna è l’unica a non aver approvato una legge regionale che riconosca Cagliari e l’Area Vasta come area metropolitana, che permetterebbe a circa 500mila abitanti dell’isola di poter usufruire di ingenti risorse europee.

E rispetto al Poetto, gli segnaliamo che l’amministrazione di centrosinistra alla guida del Comune di Cagliari ha avviato i lavori di riqualificazione del lungomare (link), dove potrà trovare svago e riposo da martedì prossimo, quando non sarà più Presidente della Regione.

Francesco Agus

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